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Effetto sorpresa o effetto wow

Cos’è l’effetto sorpresa o effetto wow? La risposta è intuibile… è una reazione di stupore e meraviglia che ci lascia a bocca aperta e ci fa esclamare “WOW”, ossia una parola onomatopeica che esprime istintivamente il suono umano della sorpresa. Per la sua simpatia e immediatezza la locuzione “effetto wow” è stata adottata dal marketing e della comunicazione per definire l’intento di creare un contenuto capace di sorprendere e rimanere impresso nella mente degli utenti.

Non è necessario che l’effetto wow sia limitato ad una festività o ad altre occasioni particolari: può essere utilizzato in qualsiasi momento e in diversi contesti professionali. Ad esempio, un’azienda potrebbe utilizzare l’effetto wow per presentare un nuovo prodotto o servizio in modo innovativo e accattivante, oppure per attirare e mantenere l’attenzione dei clienti. Tuttavia le festività come la Pasqua offrono un’ottima opportunità per attirare l’attenzione dei clienti. Ad esempio, un’azienda alimentare potrebbe creare un prodotto a tema pasquale con un packaging creativo e accattivante o organizzare un evento promozionale che coinvolga i clienti in attività divertenti e interattive.

Per ottenere l’effetto wow nella comunicazione, è importante utilizzare la creatività e l’originalità, cercando di presentare il messaggio in modo inaspettato e coinvolgente. Si possono utilizzare vari strumenti, come immagini, video, suoni, giochi di parole, storytelling e tanto altro ancora. In ogni caso, è fondamentale che l’effetto wow sia coerente con il messaggio che si vuole trasmettere e che non sia solo fine a se stesso, ma abbia un reale valore aggiunto per l’interlocutore.

Tuttavia, è importante notare che l’effetto wow da solo potrebbe non essere sufficiente per mantenere un’efficace comunicazione a lungo termine. È necessario che il messaggio trasmetta un valore aggiunto e sia coerente con l’immagine e la reputazione del mittente.
Oggi che il marketing focalizza le sue attenzioni sul cliente/consumatore, a differenza di un tempo in cui era centrato prevalentemente sul prodotto va da sé che stimolare le emozioni del cliente, laddove possibile, consente di interiorizzare molto meglio i messaggi. La comunicazione dedicata al brand, ai prodotti, ai servizi oltre che sui classici bisogni dovrebbe pertanto far leva sulle emozioni ed è su queste che va accesa la miccia dell’”effetto wow” con la sua reazione di immediato stupore e delizia. Oggi, inoltre, il mercato è sempre più saturo e competitivo di prodotti e servizi di qualità: nel preparare il momento in cui il cliente entra in contatto con l’azienda sarebbe propizio creare una connessione emotiva attraverso una forte sorpresa.

Il meccanismo dell’effetto wow

Il padre del marketing, Philip Kotler, definisce nel suo “Marketing 4.0” i 3 fattori che caratterizzano l’effetto WOW:

  • Apprezzamento (enjoyment)
  • Esperienza (experience)
  • Coinvolgimento (engagement)

Più nel dettaglio, l’”effetto wow” consiste nell’andare oltre le aspettative dei clienti, generando quel senso di ammirazione e stupore che induce, nell’essere umano, alla curiosità e alla volontà di agire. In altri termini, l’”effetto wow” è il risultato di una reazione “di pancia”, cioè istintiva, irrazionale. Questo momento suggestivo e incantato, quasi estatico, è tutt’altro che semplice da realizzare: richiede un impegno e una creatività imprescindibili dall’analisi delle buyers personas, che dovrebbe già essere stata fatta. Occorre sempre partire dai bisogni per dare una risposta che vada oltre le aspettative, che risulti cioè inaspettata, gradita e appagante.

Effetto wow contestualizzato

Come accennato l’”effetto wow” non è improvvisabile: occorre analizzare i bisogni dei propri clienti per creare una strategia comunicativa efficace, seguendo il cliente a 360 gradi. Solo dopo aver creato un piano marketing e una comunicazione personalizzata è possibile dar spazio alla creatività e generare l’”effetto wow”, quindi una sensazione che non ci si aspettava, naturalmente positiva e di fiducia verso il brand. Attenzione tuttavia a non eccedere, perché potrebbe essere memorizzato il meccanismo narrativo che crea meraviglia e far passare in secondo piano il prodotto/servizio. È esperienza comune ricordare nel dettaglio spot molto belli, creativi e d’impatto, e non saperli associare al prodotto o al brand.

Esempio di effetti Wow

Contenuto del messaggio, forma/strumenti, e canali si possono diversamente combinare per creare l’”effetto wow”. Per semplificare possiamo riportare qualche esempio partendo da strumenti semplici come un packaging curioso o intrigante per un pacco ordinato via web, quindi mai visto; una consegna anticipata per stupire il cliente, a patto che l’anticipo non comporti un disagio; un ringraziamento personalizzato in occasione di una consegna di un prodotto, di un Open day o di altri tipi di eventi aziendali. Regalare un momento di sorpresa e una piacevole emozione permette di imprimere un ricordo per lungo tempo. Gadget piuttosto che elaborazioni nella comunicazione adottata per un prodotto o un servizio testimoniano una certa accuratezza e attenzione verso il cliente e lo inducono all’”effetto wow” che lo farà sentire protagonista di un rapporto esclusivo. L’effetto wow può essere un’importante innovazione di prodotto, di cui sono capaci i leader di settore o aziende in grado di progettare servizi o prodotti pionieristici.
Nell’”effetto wow” è sempre intrinseco un tocco personale che conferisce potenza al gesto. Il meccanismo è attuabile sia off line che on line: dall’oggetto fisico ai social network, newsletter semplici messaggi di posta elettronica. Video, countdown, visual od oggetti animati dall’esito inaspettato si prestano perfettamente.

Conclusioni:

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